Sull’esito del bando “Valore Paese-Fari”

In questi giorni è stata resa pubblica la graduatoria provvisoria di concessione (fino a un massimo di 50 anni) del bando “Valore Paese-Fari”, da cui si evince che i proponenti sono imprese locali e nazionali, ma anche investitori esteri, società dell’industria dell’ospitalità e aziende che si occupano di organizzazione di eventi. Un’iniziativa che è già arrivata al secondo bando di gara per il recupero dei fari e delle strutture costiere (in parte in capo all’Agenzia del Demanio e in parte a Difesa Servizi Spa) con 54 proposte di  riuso.

Analizzando sommariamente i contenuti progettuali delle 15 strutture aggiudicate in concessione si possono fare alcune prime considerazioni di tendenza che potranno poi essere ulteriormente confermate tenendo conto che in autunno partirà la terza gara, che  interesserà anche nuove Regioni ampliando la rete di tutti i fari e gli edifici costieri italiani. In sintesi si può dunque rilevare quanto segue:

  • il 40% dei progetti riguarda proposte monofunzionali mentre il 60% si sviluppa con funzioni miste.
  • La ricettività è l’elemento più ricorrente, essendo presente nell’80% dei casi.
  • Il food interessa il 40% delle proposte.
  • Tra le funzioni integrate a quella principale, emerge la destinazione museale per il 33%, quella educativa per il 27% e altre varie attività per il 13%.

Tra le proposte più innovative quella del Faro Spignon nella laguna di Venezia, per cui si prevede la realizzazione di un “rifugio”, da intendersi come spazio per riflettere e meditare. Nell’intervista a Roberto Reggi, direttore dell’Agenzia del Demanio, la narrazione di come si è evoluto l’approccio per rispondere meglio alle esigenze che si sono via, via manifestate.

RIUSIAMO L’ITALIA!

roberto.tognetti@riusiamolitalia.it