Senza “Idillio” certe cose non succedono

La buona notizia è che lo Stato non ha più risorse, l’altra buona notizia è che si stanno moltiplicando le occasioni per l’intervento pro-attivo dei privati nella gestione dei beni pubblici, la cattiva notizia è che ciò avviene con strumenti sbagliati come nel caso del primo bando del ministero dei Beni culturali – per affidare a una gestione privata parte del patrimonio artistico nazionale . Una vicenda che si è chiusa con appena sette risposte rispetto ai tredici monumenti messi all’asta: troppo dure le condizioni e i vincoli di ingaggio, troppo freddo e asettico il contesto dentro il quale è stata  inserita questa prima chiamata, a conferma del fatto che senza “Idillio” certe cose non succedono. La cosiddetta chimica delle relazioni, l’attrazione irragionevole tra due persone, ha una uno scopo ed una sua “logica”. Non è casuale: è una coincidenza fortunata è la kairos degli antichi greci. C’è così una “chimica” tra persone e persone, così come tra persone e luoghi, nel senso che i luoghi non possono essere considerati indifferenti ai soggetti e alle comunità di contesto e di riferimento.  Servono politiche pubbliche aperte e non impersonali per lo sviluppo dei beni comuni e per contaminare rigenerazione urbana, innovazione sociale, senso di appartenenza e identità territoriale. Se l’attrazione tra due persone deve sempre contenere informazioni essenziali, a maggior ragione l’avvicinamento tra un luogo e una comunità di cura e di valorizzazione deve contenerne ancora di più, sia a livello palese che in forma tacita, sia in senso formale che informale.  Si è già avuto modo di scrivere come molte comunità di pratica «in questi anni di transizione si stanno costruendo una dimensione “affettiva” nello spazio di vita e lavoro. Può essere una filanda dismessa o un castello, una stazione abbandonata o un orto urbano, o ancora una valle o una piazza, una vigna … può essere in definitiva qualsiasi spazio che richiede di prendersene cura, l’importante è che diventi un luogo per aggregare impegno, bellezza, condivisione e visione del futuro». Serve quindi individuare nuovi modelli di partenariato pubblico privato dove la cittadinanza attiva possa fare la differenza nella rigenerazione dei luoghi sottoutilizzati in un rinnovato ecosistema di informazioni e relazioni tra persone e istituzioni.

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roberto.tognetti@riusiamolitalia.it