NUOVI APPROCCI CERCASI

Rispetto alla reiterata “Battuta d’arresto per l’economia italiana: nel secondo trimestre Pil invariato”, senza volere scivolare nel pessimismo militante, serve concentrarsi su proposte e approcci alternativi. Interessanti da questo punto di vista le “tre proposte per evitare la catastrofe“ di Francesco Cancellato su linkiesta, ma ci sarebbero altre decine di “componenti semplici” per promuovere importanti cambiamenti  secondo nuovi meccanismi generativi e incrementali . Tra questi certamente il RIUSO TEMPORANEO E/O CREATIVO DI SPAZI ABBANDONATI che può essere davvero una grande opportunità a vari livelli. Si è già avuto modo di sottolineare in molte circostanze come: “Vista la grande disponibilità di spazi ed il forte interesse di target specifici al loro riuso, nasce l’ipotesi di facilitare l’incontro tra quei beni immediatamente disponibili (tra i complessivi 1,5 milioni, con particolare riguardo a quegli spazi che NON richiedono grossi investimenti, ma molto più semplicemente un nuovo approccio culturale e soprattutto “mentale” del tipo “More with less”) e la specifica domanda finalizzata a riempire anche solo una parte di essi, con idee e talenti legati a progetti artistici, creativi, culturali e sociali. Garantire questo “matching” tra domanda ed offerta può contribuire alla rinascita delle periferie delle città, innescando nuovi percorsi creativi. Riusare anche solo il 3% de questo capitale inagito del Paese favorendo l’avvio di attività lavorative in ambito artistico/culturale di almeno due giovani, contribuirebbe ad una riduzione significativa della disoccupazione giovanile (dal 5 al 10%). Si tratterebbe di una vera e propria manovra economica low cost, “anticiclica”, che nasce dal basso. E sarebbe la più grande in Europa… “. POTREBBE DIVENTARE UN AUGURIO DI FERRAGOSTO.

RIUSIAMO L’ITALIA!

roberto.tognetti@riusiamolitalia.it

Riusiamo l’Italia: cosa succede in città

Schermata 2016-08-03 alle 14.29.37Le lettura del “Reader” dell’Osservatorio on line sul riuso degli spazi dismessi (lo strumento che seleziona, ordina e raccoglie le news in materia), continua presentare una serie di tematiche connotate in negativo ed alcune novità. In questo terzo articolo, si conferma come già evidenziato sia nel primo che nel secondo, una tendenza connotata fortemente da continui episodi di cronaca nera legati ad edifici abbandonati (violenze, omicidi, spaccio, vandalismo, furti, incendi, amianto, degrado, coltivazioni di cannabis, vagabondaggi). E, proprio a partire dai territori e dalle città, quella del riuso sta diventando, sempre più una questione politica: non è infatti un caso il successo dei re-twitt della campagna legata all’iniziativa di legge dei “Cinque stelle” sul recupero dei beni abbandonati. Il tema del riuso, si collega direttamente a quello del consumo di suolo: l’ultimo rapporto dell’Istituto superiore per la ricerca ambientale (ISPRA), dice che si è passati da 7 metri quadri al secondo di suolo cementificato a 4 metri al secondo, una riduzione della velocità dovuta solo agli effetti della crisi dell’edilizia di questi anni. Nel nostro Paese vi sono Comuni che hanno dal 65 al 90 per cento del loro territorio già cementificato. E dei Comuni che hanno aumentato del 35/70 % il territorio cementificato negli ultimi 5 anni. L’ISPRA ha stimato in 800 milioni di euro il danno patrimoniale che ogni anno i cittadini subiscono in termini di servizi naturali ed ecosistemici. Si tratta di servizi essenziali che non sempre sono immediatamente percepiti: si stima però che valgano circa 55mila euro all’anno per ogni ettaro di terreno consumato e che riguardano ad esempio la perdita della produzione agricola, lo stoccaggio del carbonio, la protezione dall’erosione e dal rischio idraulico, fino anche all’assenza di impollinatori. Solo per la regolazione del microclima urbano (ad un aumento di 20 ettari per km2 di suolo consumato corrisponde un aumento di 0.6°C della temperatura superficiale) è stato stimato un costo che si aggira intorno ai 10 milioni all’anno.

La questione politica di una legge sul riuso di spazi dismessi è in agenda anche in Svizzera, nel Canton Ticino, dove vi sono 1’120 edifici dismessi, che corrispondono ai metri quadrati edificati della Città di Bellinzona.

Tornando in Italia, è evidente il ruolo che la “mano pubblica” può dare per favorire l’azione di riuso degli spazi legati ad una loro valorizzazione, ad esempio attraverso i fondi diretti per le città (si parla di 100 miliardi di euro in arrivo) oppure con la seconda edizione del bando Valore Paese Fari promossa dal Demanio, che promuove – con Italia camp – un’azione di trasformazione di edifici vuoti in luoghi per start up (ci sono 240 caserme non utilizzate). L’azione pubblica si fa avanti anche con l’approvazione del “Piano Strategico per il turismo” del Mibact, il primo ministero economico italiano, (secondo Franceschini) perché grazie ad indotto ed effetti positivi per il made in Italy, il turismo può essere la leva principale per la ripresa economica del Paese. Sempre grazie al Mibact, è stato approvato il Decreto che prevede l’utilizzo di edifici dello Stato per la realizzazione di centri dedicati all’arte, alla musica, alla danza e allo spettacolo. Altra azione pubblica, a livello regionale, in Campania, è il protocollo della rete “Borghi abbandonati”, per favorire la valorizzazione di questi luoghi. A livello locale, suscita clamore la mozione approvata dal Comune di Livorno (Cinque Stelle) sulla “requisizione temporanea con motivazione di urgenza umanitaria per l’emergenza abitativa, degli immobili pubblici e privati che sono inutilizzati”.

In questi anni, il mercato immobiliare registra una difficoltà nella ripresa delle vendita fatica ancora superiore per quelli in stato di abbandono. Emblematico il caso delle aste pubbliche, dove i prezzi sono stati fissati in una fase di pre-crisi (a Cecina un hotel è arrivato all’ottava asta, con valore sceso di un terzo). Un mercato immobiliare che viene “mosso” però anche grazie ad azioni innovative, per esempio, a Roma, quella della piattaforma City-Hound che mette in contatto domanda e offerta per la trasformazione temporanea degli spazi urbani sottoutilizzati.

Rispetto a nuove tendenze, vi sono alcune operazioni di recupero di immobili dove la funzione originaria (di Chiesa, cantiere, scuola) è stata riconvertiva in quella di hotel. Sempre sull’onda del fascino degli spazi abbandonati, sono di interesse i reportage sui “ruderi dell’industria italiana” e sulle dimore infestate da fantasmi.

Interessante è anche il “riuso” della funzione originaria della terra, nel progetto, a La Spezia, “Onda d’orto”.

In conclusione merita un approfondimento il rapporto tra video games e spazi, a partire dal fenomeno di Pokemon go, che sempre più spesso trova casa in luoghi pubblici ed in quelli abbandonati (in particolare a Consonno, l’ex “paese dei balocchi”). Ma non solo Pokemon: infatti, sia i prossimi Hunger Games, che una serie di nuovi giochi post apocalittici hanno come scenari quelli di edifici in stato di abbandono, così come Fallout Shelter – nella versione aggiornata – e King of fighters 14, tutte con la loro colonna sonora underground.

 

giovanni.campagnoli@riusiamolitalia.it