Tra riuso e contrasto al consumo di suolo (ringraziando Paolo Pileri)

Poche settimane fa quando abbiamo lanciato l’”Università del riuso” abbiamo avuto modo di ricevere varie forme di sostegno e incoraggiamento. Spicca tra le tante quella del prof. Paolo Pileri del Politecnico di Milano con quale nel lontano 2007 avevamo avviato i primi confronti a partire dalla questione del contrasto al consumo di suolo, di cui proprio Pileri è stato pioniere nel nostro paese. La questione stessa del “riuso” che abbiamo affrontato con RIUSIAMO L’ITALIA, parte da lì, miscelando nuovi approcci strategici di pratica urbanistica con le politiche attive di promozione della nuova economia. Partendo dall’occupabilità giovanile (da spazi vuoti a start-up culturali e sociali) abbiamo inteso rivolgerci anche indirettamente a tutte le possibili forme di innovazione che potessero ridare senso ai tanti contenitori vuoti, dismessi o sottoutilizzati che segnano ormai endemicamente le varie strutture insediative d’Italia (dai centri storici alle periferie, dalle aree industriali dismesse ai borghi abbandonati).  Ogni giorno di più ci accorgiamo che minoranze più o meno silenziose si propongono con idee, progetti e iniziative che potrebbero con investimenti minimi rilanciare nuove filiere produttive e nuove catene del valore nei più svariati campi: industria 4.0, artigianato digitale, medium tech, nuovo welfare, imprese culturali e tanto altro. Allo stesso tempo ci accorgiamo che maggioranze rumorose non si accorgono di quanto poco servirebbe fare per rendere possibile tutto ciò. La strada per nuovi percorsi di rigenerazione urbana che parta dalle nuove comunità di innovatori è certamente ancora lunga e molte barriere culturali e psicologiche alla piena comprensione delle sue potenzialità deve ancora venire. Quindi nel quotidiano sforzo di coniugare il pessimismo della ragione con l’ottimismo del cuore, per una volta, ci rinfranchiamo delle belle parole che Paolo Pileri ci ha rivolto e che qui riportiamo integramente: “Devo onestamente complimentarmi perché avete fatto di un momento difficile un’occasione di rianimazione e questo è bello, positivo e fa bene al nostro Paese. Bravi. Sono stra-convinto e lo scrivo da tempo che se avessimo il coraggio di fermare il consumo di suolo, riassorbire tutti quei maledetti pseudo-diritti di edificazione che i comuni hanno sparso qua e là….si genererebbero tante iniziative di recupero/rigenerazione/rifunzionalizzazione e che investirebbero edifici delle nostre città, quartieri, spazi pubblici con una creatività che nemmeno riusciamo a immaginare oggi. Fate bene a fare quel che state facendo. E fate bene a farlo con quello slogan bellissimo “Riusiamo l’Italia” perché questo deve essere di monito (e anche uno sberlone) a chi pensa che l’Italia sia già morta e che senza le solite ricette sviluppiste e mangiasuolo non c’è futuro. Invece voi ci state dicendo che ci sono futuri alternativi e pure possibili. Mi raccomando tenete duro e schiena dritta”.

RIUSIAMO L’ITALIA!

roberto.tognetti@riusiamolitalia.it

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